What elefant

  • 2014 / Identity

Quando ci è stato chiesto di progettare il loro logo, Il producer aveva in mente questa idea: “un uomo entra in un circo e chiede al padrone cosa ci faccia quell’elefante dietro di lui e l’altro chiede: Elefante? Quale elefante?”. Ci piacque molto l’immaginario evocato dalla storia del circo, continuavamo ad immaginare un personaggio con un cappello, ignaro del pachiderma alle sue spalle. La forma del punto interrogativo invece ci ha subito fatto pensare alla proboscide. Volevamo mostrare un elefante bianco senza essere didascalici, conservando l’atmosfera surreale della storia. Allora ci è tornato in mente il “Piccolo Principe” e il senso delle due storie ci è sembrato sovrapponibile, entrambe celebravano la fantasia e l’immaginazione, il guardare con occhi diversi.

When we was asked to design their logo, the producer had this idea in mind: “a man enters a circus and asks his master what the elephant is doing behind him and the other asks: Elephant? What elephant? “. We really liked the imagery evoked by the history of the circus, we continued to imagine a character with a hat, unaware of the pachyderm behind him. The shape of the question mark immediately made us think of the proboscis. We wanted to show a white elephant without being didactic, preserving the surreal atmosphere of history. Then the “Little Prince” came back to mind and the sense of the two stories seemed to be superimposable, both celebrating fantasy and imagination, the ability to look with different eyes.


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